BANZAI CHIARA

Nome: Chiara

Nickname Reload: Banzai Chiara

Data di Nascita: 29 Novembre 1981

Luogo di Nascita: Torino

 

FRANCESE CHIARA è nata 11 anni fa (secondo la sua età mentale).

Di lei dice d'essere "una, nessuna e centomila", intrappolata in vizi da ragazzina:
è infatti vittima di caramelle gommose, Cristal Ball e musicassette - forse perchè strenua sostenitrice dei nostalgici anni 90.

Da bambina chiede a Babbo Natale:

-un registratore (con il quale registra trasmissioni radiofoniche e quiz televisivi e si improvvisa reporter in ogni gita o escursione con gli amici),
-una tastiera (per creare gli effetti speciali dei suoi programmi fittizi come il mitico "clap clap" o l'esilarante "hey hey" degli anni 80),
-un canta tu (con cui invita i numerosi ospiti a cantare sulla scia di un giovanissimo Fiorello)

Per anni prima della classe ...nel senso che viene posizionata sempre in cima alla fila a causa della sua statura,
qualità che le permette tuttavia di ottenere un "importante" ruolo in una rappresentazione teatrale in cui era richiesta una "bambina ragguardevolmente bassa" e "non particolarmente carina" per interpretare il ruolo di un'ombra.
Da quel momento ha paura anche della sua ombra...soprattutto della sua ombra!

In età post-adolescenziale, reduce dalle turbolenze dell'adolescenza, aggiunge alle richieste:

-una quarta di reggiseno (non ottenuta e simulata con un assortimento di push up)
-una pettinatura decente
-un lavoro creativo e ben pagato.

Eterna indecisa, eterna confusa, eterna confusionaria, nel dubbio sulla strada da prendere
preferisce non scegliere ed imboccarle tutte, così ancora oggi Aggiungi un appuntamento per oggi ha difficoltà a rispondere a domande quali:
"cosa farai da grande", che la gettano nel panico.

Tuttora non sa se diventare:
- attrice, per riscattare la bambina che è stata,
- scrittrice, per arrivare laddove la parola non osa,
- oppure speaker, per poter sedare la sua sete di comunicazione.

Di lei, in un raro sprazzo di serietà latente, dice:

Nel mio piccolo mi sento un'artista con mille virgolette, ma un' "artista" a 360°: amo spostare i miei interessi dal teatro, all'arte al cinema, alla musica, alla fotografia fino alla scrittura, affascinata dai mille modi in cui un persona può comunicare se stessa agli altri e viaggiando attraverso queste arti alla ricerca di significato.
Amo cimentarmi in tutto ciò che possa darmi emozione, dall'arte circense alla musica, adoro recitare e calarmi anima e cuore in un personaggio, stare su di un palco e tirare fuori tutto ciò che normalmente non riesco a trasmettere di me stessa, incluse l'insicurezza e la paura, emozioni che fanno di noi degli esseri umani completi e che ci aiutano ad essere oggettivi e a perfezionarci sempre senza mai cadere nella banalità.
Amo visceralmente la Follia nascosta in ognuno di noi, per me motore della mia quotidianità senza la quale non si riuscirebbe a godere delle mille sfumature di colore della vita.
Nel mio diario di bambina mai cresciuta, nella pagina dedicata ai "Sogni nel cassetto" ho scritto:
"Spero di riuscire a diventare una buona attrice ed una piacevole quanto esilarante speaker radiofonica", nonostante di strada ce ne sia ancora molta da fare e abbia spesso paura di non poter dare un apporto valido al Mondo, avendo timore di non avere "abbastanza materiale interiore" per poter essere una persona interessante ai miei occhi e a quelli delle persone che stimo.


A chiara piace:
(secondo flusso di coscienza interrotto per esigenze di spazio)

-immaginare di ascoltare le sue canzoni per sottolineare i momenti importanti, come fosse dentro ad un film
- andare sull'altalena per far perdere consistenza ai problemi ed osservare il mondo da differenti prospettive
- viaggiare in treno nel posto con il finestrino alla sua sinistra
- le foto in bianco e nero, seppia o con molta grana in evidenza
- cantare dove c'è una buona acustica, come nella doccia, nei bagni dei bar o dei ristoranti, nelle case vuote
- decorare qualcosa a cui tiene per lasciare una traccia di sè, come fanno i gatti
- le risate spontanee
- l'ironia, la follia e la creatività
- regalare cose che rappresentino una parte di sè, come libri usati o oggetti decorati
- fare il morto al mare, ascoltando il proprio respiro
- le caramelle gommose
- il gelato al pistacchio, quando è salato
- leccare il cucchiaio dopo aver girato l'impasto di una torta
- guardare le mani di chi suona al pianoforte mentre si muovono sui tasti
- spingere piano i tasti del pianoforte per avvertirne "il peso"
- l'arpeggio di una chitarra acustica
- le polifoniche all'interno delle canzoni
- il profumo dei libri
- sedersi al sole ad occhi chiusi godendo della brezza che soffia in primavera
- sedersi a gambe incrociate
- camminare a piedi nudi
- assistere ad un concerto in prima fila
- le voci basse e profonde
- le voci "fuori dal coro"
- gli aforismi e le citazioni
- le calligrafie degli altri
- la carta da lettere sformata dalla scrittura altrui
- le mani
- gli avambracci
- i tramonti - guardare Torino dalla biblioteca del 5° piano di Palazzo Nuovo
- Torino
- le città di notte
- le cartoline
- girare la città in bicicletta ascoltando le proprie canzoni
- andare in barca a vela (contromano)
- le tisane alla sera
- gesticolare per enfatizzare ciò che dice
- la sua mimica facciale
- l'eleganza e la sensualità mai volgare delle donne dagli anni 30 agli anni 70
- i pantaloni a zampa

ALCUNE DELLE FRASI CHE MI RAPPRESENTANO:
"Quella ragazza è pazza! Il Pentagono dovrebbe usare i suoi ormoni per la guerra chimica!" (Woody Allen in “Anything else”)
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"...è che i piccoli dettagli sono la cornice dell'opera e ne stabiliscono la forma, quindi non credo siano da tralasciare dato che la introducono."
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"Voce e corpo devono comunicare con precisione sensazioni interne sottilissime."
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"Le canzoni non ti tradiscono. Anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni, vi potete fidare."
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Alice: How do you know I'm mad?
The Cat: You must be. Or you wouldn't have come here.
Alice: And how do you know that you're mad?
The Cat: To begin with, a dog's not mad. You grant that?
Alice: I suppose so,
The Cat: Well, then, you see, a dog growls when it's angry, and wags its tail when it's pleased. Now I growl when I'm pleased, and wag my tail when I'm angry. Therefore I'm mad.

SITI PERSONALI:
--- www.myspace.com/multichiara

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